Un affetto per la Sacra Scrittura

Lettera apostolica di papa Francesco
nel XVI centenario della morte di san Girolamo

Papa Francesco ci ha fatto dono di una lettera apostolica molto bella sulla figura di san Girolamo e sul suo amore per la Scrittura.
Alcune espressioni ci sembra che abbiano un particolare valore:

Il tratto peculiare della figura spirituale di San Girolamo rimane senza dubbio il suo amore appassionato per la Parola di Dio, trasmessa alla Chiesa nella Sacra Scrittura. (…)
La dedizione totale di Girolamo alla Scrittura si manifesta in una forma espressiva appassionata, simile a quella degli antichi profeti. È da loro che il nostro Dottore attinge il fuoco interiore che diventa verbo impetuoso e dirompente (cfr Ger 5,14; 20,9; 23,29; Ml 3,2; Sir 48,1; Mt 3,11; Lc 12,49), necessario per esprimere lo zelo ardente del servitore per la causa di Dio. Nella scia di Elia, di Giovanni Battista e anche dell’apostolo Paolo, lo sdegno nei confronti della menzogna, dell’ipocrisia e delle false dottrine infiamma il discorso di Girolamo rendendolo provocatorio e apparentemente aspro. La dimensione polemica dei suoi scritti si comprende meglio se letta come una sorta di calco e di attualizzazione della più autentica tradizione profetica. Girolamo, dunque, è modello di inflessibile testimonianza della verità, che assume la severità del rimprovero per indurre a conversione. Nell’intensità delle locuzioni e delle immagini si manifesta il coraggio del servitore che non vuole compiacere gli uomini ma esclusivamente il suo Signore (Gal 1,10), per il quale egli ha consumato ogni energia spirituale.

A conclusione di questa Lettera, desidero rivolgere un ulteriore appello a tutti. Tra i tanti elogi tributati dai posteri a San Girolamo vi è quello che egli non fu semplicemente considerato uno dei massimi cultori della “biblioteca” di cui si nutre il cristianesimo nel corso del tempo, a cominciare dal tesoro delle Sacre Scritture; a lui si può applicare ciò che egli stesso scriveva di Nepoziano: «Con la lettura assidua e la meditazione costante aveva fatto del suo cuore una biblioteca di Cristo». (…)
Davvero Girolamo è la «Biblioteca di Cristo», una biblioteca perenne che sedici secoli più tardi continua a insegnarci che cosa significhi l’amore di Cristo, amore che è indissociabile dall’incontro con la sua Parola. Per questo l’attuale centenario rappresenta una chiamata ad amare ciò che Girolamo amò, riscoprendo i suoi scritti e lasciandoci toccare dall’impatto di una spiritualità che può essere descritta, nel suo nucleo più vitale, come il desiderio inquieto e appassionato di una conoscenza più grande del Dio della Rivelazione. Come non ascoltare, nel nostro oggi, ciò a cui Girolamo spronava incessantemente i suoi contemporanei: «Leggi spesso le Divine Scritture; anzi le tue mani non depongano mai il libro sacro»?

L’occasione della celebrazione del XVI centenario della morte di san Girolamo è un’ulteriore possibilità per comprendere il valore della Scrittura nella vita di tutti i credenti, una possibilità da non lasciar correre tra le tante priorità di questo tempo di ripartenza.

Qui il link al testo completo della lettera:  SCRIPTURAE SACRAE AFFECTUS

Nominati nuovo Rettore e Direttore spirituale

La Chiesa ha sempre avuto una particolare cura per le vocazioni al ministero ordinato, nella consapevolezza che quest’ultimo è un elemento costitutivo della sua identità ed è necessario alla vita cristiana. Per tale ragione essa ha sempre coltivato un’attenzione specifica per la formazione e l’accompagnamento dei candidati al presbiterato.
(I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, Documento finale, n. 89)

Ai presbiteri, ai diaconi e ai fedeli delle diocesi di Bologna, Ferrara-Comacchio, Ravenna-Cervia, Imola, Faenza-Modigliana, Forlì-Bertinoro, Cesena-Sarsina, San Marino-Montefeltro, Rimini.

In questo anno abbiamo celebrato con gioia il primo centenario della fondazione del Pontificio Seminario Regionale Flaminio, dedicato a papa Benedetto XV che già da arcivescovo di Bologna lo aveva fortemente voluto e sostenuto.
Nel contesto di queste celebrazioni e a fronte di alcune scadenze, i vescovi delle diocesi di Bologna, Ferrara-Comacchio e della Romagna hanno condiviso un ampio discernimento sul Seminario Regionale, giungendo a scegliere di rinnovare l’équipe dei formatori.

Dopo aver ricevuto la disponibilità dai rispettivi vescovi e dagli interessati, vi comunichiamo che sono stati nominati:
– il rettore nella persona di don Andrea Turchini, presbitero della diocesi di Rimini, attualmente parroco della parrocchia di San Michele Arcangelo in Santarcangelo di Romagna, docente presso l’ISSR “A. Marvelli” e Assistente Ecclesiastico dell’AGESCI per la zona di Rimini;
– il direttore spirituale nella persona di don Adriano Pinardi, presbitero della diocesi di Bologna, attualmente parroco della parrocchia di San Silvestro in Crevalcore;
– è stato confermato il vice rettore nella persona di don Giampiero Mazzucchelli, presbitero della diocesi di Ferrara-Comacchio, che già svolgeva dallo scorso anno questo incarico.

A questi fratelli presbiteri va il nostro più vivo ringraziamento per aver accolto la chiamata del Signore a questo nuovo servizio, così prezioso e difficile nel tempo che stiamo vivendo.
Un grazie di cuore lo rivolgiamo anche alle comunità parrocchiali dove hanno servito con entusiasmo e impegno, consapevoli che, come ogni distacco, anche
questo non sarà semplice.
Grandi sono le speranze che le nostre chiese pongono nella formazione dei futuri presbiteri, chiamati ad essere testimoni fedeli del Vangelo e guide nella comunità cristiana. Se da tempo abbiamo ben compreso che tutti i battezzati sono chiamati a vivere la propria responsabilità nella testimonianza evangelica, nella missione ecclesiale e nell’edificazione della Chiesa locale, riconosciamo il ruolo insostituibile svolto dai presbiteri per assicurare alla comunità ciò che è essenziale. Del resto, proprio in queste settimane di emergenza sanitaria e di distanziamento lo abbiamo ben sperimentato.

Non abbiamo sufficienti parole per dichiarare la nostra riconoscenza ai presbiteri che in questi anni hanno svolto con fedeltà e responsabilità il servizio di formatori presso il Seminario Regionale: a mons. Stefano Scanabissi, presbitero della diocesi di Bologna, che per tre mandati ha guidato il Seminario come rettore, con totale dedizione e grande passione; a don Giorgio Sgargi e a don Francesco Vecchi, entrambi presbiteri della diocesi di Bologna, che hanno svolto rispettivamente il servizio di direttore spirituale e di vice rettore per molti anni e con grande generosità. A tutti loro va il nostro grazie e l’augurio di poter godere dei frutti del loro prezioso impegno.
I formatori del seminario, così come tutti gli educatori, lasciano tracce profonde nel cuore delle persone e, anche se hanno svolto un servizio di formazione iniziale, rimangono punti di riferimento irrinunciabili nel cammino di tutta la vita. Il Signore li benedica e custodisca il loro cammino là dove li chiamerà a servirlo.

Carissimi presbiteri, diaconi e fedeli tutti, questi passaggi che vi comunichiamo non sono semplici avvicendamenti in strutture clericali che poco hanno a che fare con la vita delle nostre Chiese particolari.
In questo passaggio, proprio per le modalità in cui è avvenuto, noi vescovi vorremmo sottolineare la corresponsabilità che lega le nostre diocesi nell’impegno di formazione dei futuri presbiteri e nella pastorale vocazionale: anche in questa dimensione si manifesta la componente sinodale della Chiesa. L’aver provveduto alla conduzione del Seminario Regionale ci riporta all’urgenza di
riflettere sulla “fecondità vocazionale” delle nostre comunità, non solo per la vocazione al sacerdozio ministeriale, ma per tutte le vocazioni.
Come ci ha ricordato il documento finale del recente Sinodo sui giovani, “è importante creare le condizioni perché in tutte le comunità cristiane, a partire dalla coscienza battesimale dei loro membri, si sviluppi una vera e propria cultura vocazionale e un costante impegno di preghiera per le vocazioni” (n. 80).
Noi vescovi delle diocesi di Bologna, Ferrara-Comacchio e della Romagna abbiamo scelto di rifletterci insieme e chiediamo ai presbiteri delle nostre diocesi e a tutte le nostre comunità di sentirsi impegnati nella testimonianza e nella promozione di una vita buona orientata dal Vangelo.
La testimonianza dei santi delle nostre Chiese e di tanti “santi della porta accanto” che possiamo incontrare nelle nostre comunità e aggregazioni, ci confermano sul fatto che il braccio del Signore non si è accorciato. Siamo ben consapevoli che ancora il Signore risorto agisce e opera con grande potenza in mezzo a noi, facendo ardere il cuore con la sua parola e chiamando alla sua sequela nell’amore e nel servizio ai fratelli.
A noi tutti il compito e la responsabilità di favorire questa sua azione nel tessuto delle nostre comunità e nella vita delle singole persone che ci troviamo ad accompagnare.

Il Signore accolga il nostro proposito e lo faccia crescere fino alla maturità. Ci sostenga
di fronte alle difficoltà e ci aiuti ad essere fedeli alla sua chiamata, forti nella fede in Lui e certi della speranza che ha riposto nei nostri cuori.

I vostri Vescovi

Rimandata convocazione 30 aprile