Il Seminario: “nostro” e non “solo nostro”

Lunedì 23 settembre: La vita comunitaria in seminario riprende!

Dopo aver trascorso esperienze diverse durante l’estate nelle nostre diocesi di provenienza, siamo pronti per riprendere il nostro cammino insieme.
I primissimi giorni sono sempre quelli in cui affiorano i racconti di condivisione del periodo estivo così da rendere partecipi i propri confratelli di varie esperienze arricchenti.

Un compleanno importante questo per il nostro seminario: un traguardo di ormai 100 anni che ha dato alla Chiesa più di 1800 sacerdoti!
Un anno di festeggiamenti quindi per un Seminario Regionale sì centenario, ma giovane e attivo!

Novità altrettanto importante è la nuova presenza dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio al Regionale. Proprio per questo, mercoledì 25 settembre a conclusione del nostro pellegrinaggio inaugurale al Santuario della B.V. di San Luca, è stato proprio Mons. Gian Carlo Perego (Arcivescovo di Ferrara-Comacchio) a presiedere la S. Messa di inizio anno. Più volte ha citato il seminario come il “nostro” seminario, un luogo che proprio perché composto da persone provenienti da diverse realtà sparse nel territorio della Regione, può dirsi più prezioso. Sperimentiamo in questo, nel nostro piccolo quotidiano, l’unità della Chiesa: una formazione insieme che ci fa essere fratelli e amici ma che ci slancia sempre verso un orizzonte che va oltre i confini delle nostre Chiese particolari.
Il Seminario è nostro non solo per chi come noi si forma al suo interno, ma è un “nostro” in senso più ampio e profondo. È il luogo che dovrebbe stare a cuore a ogni comunità cristiana, come ad una famiglia sta a cuore il cammino di un figlio, di un figlio che un giorno sarà padre… per questo tutti ci riguarda, ci interpella. Per questo è nostro!

Non finisce qua… un nuovo vicerettore! D. Giampiero Mazzucchelli (diocesi di Ferrara-Comacchio) si aggiunge all’equipe dei formatori.


Maria Ss.ma che così intensamente conosci il Tuo Divin Figlio, ti invochiamo come nostra Patrona: guida e accompagna ogni nostro passo in questo cammino di conoscenza filiale e fiduciosa di Cristo!

 

Concistoro 5-10-19

Una lunga fila in Piazza San Pietro in attesa del Concistoro per la creazione dei nuovi Cardinali, tra cui Mons. Matteo Zuppi che con la sua gente è partito con un apposito “treno speciale” verso un momento altrettanto speciale che lo avrebbe rivestito di quella porpora segno dello stretto legame col Sommo Pontefice con cui si ritroverà a collaborare molto più da vicino.

Anche noi del Seminario Regionale eravamo lì!

Il Santo Padre, nella sua omelia ha voluto concentrarsi su quel “vide una gran folla ed ebbe compassione di loro” (Mc 6, 34) con considerazioni che facciamo nostre:

Come sento la compassione di Dio? Mi sento essere figlio della compassione? Come potrei sperimentale l’amore di Dio per donarlo, se non ho fatto esperienza della compassione misericordiosa che Dio ha per me?  Ricorda infine come il Cardinale deve dare il proprio sangue proprio in virtù dell’aver ricevuto compassione.

Chi ama spreca!

Tante cose sono successe e tante altre ne accadranno. Incontro con il serra club, uscite di biennio, serata giovani, giornate di fraternità a Imola… e molto altro ci hanno permesso di toccare con mano quanto sia bello spendere la propria vita per gli altri. Esperienze, queste, che ci spingono ad uscire da noi stessi per incontrare l’altro; perché è solo nell’altro che posso toccare con mano l’amore di Dio.

Stiamo vivendo un tempo particolare che ci sta accompagnando al cuore di tutta la nostra fede, un Amore che non trova limite se non sulla croce. “Un amore che ha dell’incredibile, che non ha misure” queste sono state le parole che don Cristian Bagnara ha usato per commentare il gesto della donna di Betania nel vangelo di Marco. Una donna straordinariamente sprecona dato il costo di quel vasetto di profumo. La strana bellezza della presa di posizione di Gesù sta nel dare ragione alla donna: la misura dell’amore è la dismisura, l’amore autentico spreca, altrimenti non è amore. Questo è il criterio con il quale leggere la storia della passione, un incredibile “spreco”, un amore che va oltre ogni possibile misura.

Questa Pasqua sia per ciascuno di noi un tempo per riscoprire questo amore lasciandoci amare, lasciando che la Sua potenza trasformi la nostra vita; e diventare strumenti della sua misericordia per far fiorire attorno a noi la giustizia e la pace.

“Gioisci, anima mia. È sempre Pasqua, perché Cristo risorto è la nostra risurrezione!”