La fraternità tra i presbiteri

Foto di Daniela Verlicchi – Risveglio 2000

Giovedì 18 febbraio, all’inizio del tempo quaresimale, don Andrea Turchini è stato chiamato a guidare una riflessione nella mattinata di ritiro del presbiterio dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia sul tema della fraternità presbiterale, premessa di un cammino sinodale.

Partendo da tre testi evangelici nel tratti dal vangelo secondo Marco e dal vangelo secondo Matteo si è tentato di comprendere quali siano le caratteristiche fondamentali di una fraternità vissuta secondo lo stile e il comandamento di Gesù.

Successivamente la riflessione ha cercato di definire quali siano gli elementi costitutivi di una fraternità presbiterale, come tale fraternità abbia una valore quasi sacramentale in vista della fraternità universale e attraverso quali vie si possa alimentare la fraternità nel presbiterio.

Nel link si può scaricare il testo completo della relazione.

Enrico e Luca – Passi nel ministero

Luca Vezzon (sx) ed Enrico Venturi (dx) insieme al Vescovo di Cesena nel giorno dell’istituzione

Un dono imprevedibile

Sabato 28 Novembre sono stato istituito accolito dal vescovo di Cesena-Sarsina monsignor Douglas Regattieri. Si è trattato di un momento anticipato da alcune premesse particolari: la situazione della pandemia, i tempi serrati per rientrare entro le 22 a Bologna, mascherine sui volti, il primo vero freddo stagionale, la poca preparazione precedente all’istituzione…

Questi ingredienti mi hanno fatto approcciare a questo momento con poca serenità ma, ben guardandoci, mi rendo conto che è il “mio oggi” quello in cui il Signore continua a farmi dei doni. Non un domani “quando tutto sarà finito” o ieri “prima che cominciasse tutto”: ricevere il ministero dell’accolitato in queste condizioni mi ha fatto vivere alcune considerazioni che condivido.

Rispetto ad altri momenti cruciali del mio cammino formativo non ho ricevuto catechesi precedenti, non sapevo bene cosa aspettarmi dal rito e dal momento stesso. Mi ha sorpreso molto la frase dell’esortazione “ama il corpo di Cristo che è la Chiesa”: forse se ci fossi arrivato molto preparato non l’avrei assaporata o neppure ci avrei fatto caso. Anche qui colgo come la sorpresa si fa strada nel buco dell’agenda, in quello stra-ordinario che diventa dono imprevedibile, quasi fuori contesto.

Questa frase mi ha rimandato a tutti quei volti che ho incontrato sul mio cammino e che mi hanno regalato un pezzo di cielo qui sulla Terra. A questi e di questi sono grato: ciò mi sia da stimolo per le relazioni future in questo mare magnum che è la Chiesa, questo popolo di Dio così variegato.

Tra i saluti sofferti perché svolti in velocità record (causa coprifuoco) ho gustato la presenza e l’affetto di quelle persone che stanno condividendo (spesso a loro insaputa) i passi del mio cammino formativo a Bologna, a Cesena, in seminario o fuori di esso.

Conclusione: grazie per questo dono ricevuto. Mi auguro e prego perché questo ministero mi insegni a voler bene alla Chiesa e a servirla in ciò in cui sarò chiamato.

Enrico Venturi

«È Cristo che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura» (SC 7).

Il 28 novembre ho compiuto il mio secondo passo verso il presbiterato che prevede l’istituzione a lettore. Alcuni potrebbero pensare: “per leggere a messa possono farlo tutti”, ma il servizio che sono chiamato a compiere non è soltanto questo. Da alcune settimane mi sento chiamato e investito della responsabilità di mettere al centro della mia vita la Parola di Dio e la conseguente necessità di vivere in una perenne attitudine di ascolto. Essere lettore significa interpellarsi, lasciarsi provocare e plasmare ogni giorno su ciò che il Signore mi chiede nella vita per poi essere in grado di testimoniarlo; affinché risuoni ancora una volta l’annuncio della salvezza a tutti gli uomini. Sento fin d’ora che questo dono che mi è stato concesso sarà grande solo nella misura in cui saprò farlo entrare nella mia stessa vita, in modo da trasmetterlo alle persone che mi stanno attorno.

Al termine del mio percorso formativo in seminario mi rendo sempre più conto della gratuità e della bellezza di questa chiamata che il Signore continuamente mi rivolge. Attraverso il mistero del Natale Dio ha voluto incarnarsi in me per trasformare la mia vita: fragile e povera in un’opera d’amore per gli altri. Il progetto che Dio ha in serbo di realizzare è qualcosa che mi spaventa ma allo stesso tempo mi entusiasma e mi seduce tanto da esclamare: “Eccomi!” una risposta che mi rende ogni giorno disponibile alla chiamata di Dio.

Luca Vezzon

Ci sarà posto per loro – Natale