Un prete per tutti, non solo per qualcuno

Davide Riminucci

Articolo di Daniela Verlicchi – tratto da Risveglio Duemila – Settimanale dell’arcidiocesi di Ravenna-Cervia (gentilmente concesso)

Un passo formale, e un segno visibile di una vocazione maturata in un’altra direzione. Giovedì prossimo la Messa cittadina per la solennità del Corpus Domini avrà un motivo in più di gioia essere presenti. L’appuntamento è per le 20,45 in Duomo, per la Messa presieduta dall’arcivescovo Lorenzo con Adorazione successiva.

In quell’occasione verrà celebrato anche il rito di ammissione al presbiterato di Davide Riminucci, già diacono e in servizio nella parrocchia di Portomaggiore. Anche se Davide frequenta già il seminario di Bologna da un paio d’anni, si tratta di fatto della prima ufficializzazione di questo nuovo percorso vocazionale.

«Dal punto di vista formativo, io ho già la laurea magistrale in Scienze Religiose – spiega Davide – ma sto frequentando corsi e dando esami al Seminario Flaminio. Normalmente la candidatura si fa al diaconato e al presbiterato ma io quella al diaconato l’avevo già fatta quindi restava da fare quella al sacerdozio. Il prossimo passo è, quindi, l’ordinazione ma non so quando».

Per Riminucci la consapevolezza di essere chiamato al sacerdozio e non al diaconato permanente (per il quale era già stato ordinato) è maturata nel tempo, con il confronto e il discernimento spirituale: «Son sempre stato legato alla parrocchia e all’oratorio – racconta – e il parroco l’ho sempre visto come una persona vicina a Dio. Sono sempre stato affascinato dall’essere Chiesa così». Il discernimento poi ha fatto capire a Davide che poteva essere quella la sua vocazione: «Essere diacono, l’ho vissuto per quattro anni, è bello. Ma ho capito che c’era un amore più completo da vivere per me: spendere tutta la mia vita per gli altri».

Non è facile essere preti oggi. Un po’ di paura c’è a iniziare un viaggio del genere? «Molti dicono che è da matti – sorride – Il timore più grande è quello di non essere adatto alle sfide di questo tempo». «Una sfida impegnativa, certo – conclude Riminucci -. Ma so che occorre mettersi in gioco, giorno per giorno. Con un’idea ben precisa: voglio essere testimone di Cristo in mezzo alla gente. Un prete per tutti, non solo per qualcuno».