“La mistica della tonaca lisa” – Il cammino spirituale di don Oreste Benzi, raccontato da Elisabetta Casadei

“L’esistenza di don Oreste ha avuto un punto di svolta nel momento in cui ha intuito il segreto della sua giornata: vivere “in” Gesù. Ha incominciato a desiderare soltanto una cosa: assomigliare sempre di più a Lui tanto da essere con Cristo una sola anima in due corpi”.

La vita di don Benzi è “tutta” qui: parola di Elisabetta Casadei, postulatrice della causa di beatificazione di don Oreste, la quale giovedì 26 febbraio, nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile di Bologna, ha presentato il suo volume “La mistica della tonaca lisa. Il cammino spirituale di don Oreste Benzi” (Sempre Editore, 328 pagine, settembre 2025).

A introdurre la teologa è stato don Andrea Turchini, Rettore del Seminario Regionale, che ha sottolineato la “bellezza della testimonianza presbiterale di don Oreste, da riportare all’attenzione di tutti”.

Il volume, la cui prefazione è curata dall’agiografo Valerio Lessi, si apre con i “difetti” del giovane Oreste quasi a dimostrare che “nessuno nasce santo, ma lo si può diventare lasciandosi trasformare dalla grazia”. Scrisse il presbitero riminese: “I santi hanno capito cosa voleva il Signore e hanno detto di sì a quello che Lui voleva”.

Don Oreste nasce nel 1925, sesto di nove figli. Viene ordinato presbitero nel 1949 dopo essere stato alunno del Seminario regionale Flaminio nel periodo del secondo conflitto mondiale.

Don Benzi poi diventa direttore spirituale in seminario a Rimini, assistente diocesano della gioventù di Azione Cattolica e insegnante di religione. L’amore incontenibile lo spinge a fondare nel 1968 la Comunità Papa Giovanni XXIII che negli anni ha dato vita a decine di progetti in Italia e all’estero.

Lo scorso settembre, nella Santa Messa in occasione del centenario della nascita di don Benzi, il Cardinale Zuppi lo ha descritto con queste parole: “Don Oreste non aveva mezze misure, perché l’unica misura per lui era l’amore. Diceva che ogni persona si sente qualcuno solo nella misura in cui esiste per qualcun altro”.

Don Oreste termina il suo pellegrinaggio terreno il 2 novembre 2007, ma è soltanto un nuovo inizio. Scrisse infatti, con voce profetica: “La morte non esiste, perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio”. E la sua voce infatti continua a risuonare.

Paolo Santi