Un prete fra cielo e terra

don Fabrizio con papa Francesco all’arrivo all’aeroporto di Milano Linate (foto da internet)

Se in questi giorni possiamo avere la gioia di custodire l’immagine della Madonna di Loreto nella cappella del nostro Seminario, lo dobbiamo alla disponibilità di don Fabrizio Martello, prete della chiesa di Milano, cappellano dell’aeroporto di Linate e coordinatore della peregrinatio dell’immagine lauretana in questo Giubileo.

Non capita tutti i giorni di incontrare un prete che vive il suo ministero in un aeroporto, contesto che molti sociologi definiscono un non-luogo, definizione che fa andare don Fabrizio su tutte le furie, forte della sua decennale esperienza pastorale.

Dell’aeroporto, per i non addetti, c’è una percezione falsata, perché pensiamo soprattutto ai viaggiatori che vi transitano in modo più o meno occasionale; ma l’aeroporto è una realtà molto concreta, dove ogni giorno migliaia di persone si recano a lavorare (a Linate sono ottomila, a Fiumicino sessantamila).
“Don Fabrizio, insomma, dicci cosa fa un cappellano di aeroporto?”
Lui sorridendo risponde: “Tiene alto il morale della truppa!”

Con queste persone che lì lavorano e operano don Fabrizio è chiamato a costruire l’esperienza di una comunità, valorizzando la tessitura di relazioni che nascono dalle situazioni più disparate.
Nella sua testimonianza don Fabrizio ci ha parlato della cappella aeroportuale come di una realtà ecclesiale vivace, con gruppo numeroso di persone che partecipa fedelmente all’eucaristia infrasettimanale (mercoledì alle 13,00 – in pausa pranzo).
Ci ha raccontato dei chilometri che macina ogni giorno, per passare da una parte all’altra dell’aeroporto, per poter incontrare le persone che lavorano nei vari settori; di come il suo servizio sia fatto di prossimità, di amicizia, di condivisione fraterna dei momenti informali.
Ci ha raccontato di come sia importante farsi trovare in ufficio quando gli altri sono in pausa (dalle 12 alle 14), perché è proprio quello il momento in cui qualcuno ti viene a cercare e magari chiede di confessarsi.

Questo ministero così particolare – ci ha confidato – è nato in un momento di crisi e da una proposta illuminata del card. Tettamanzi, che, conoscendo la sua esuberanza, lo ha visto come la persona più adatta per esercitare il ministero sacerdotale in un luogo così diverso da una parrocchia. Don Fabrizio si è lanciato con entusiasmo in questa missione e si è trovato subito a suo agio.

Abbiamo visto in don Fabrizio un prete contento del suo ministero e del suo essere prete. Lo abbiamo riconosciuto attento ai bisogni della sua gente e pronto a donarsi con fantasia e coraggio, capace di creare legami di amicizia con coloro che il Signore gli pone accanto.

Don Fabrizio è anche uno che guarda lontano, che vive di orizzonti grandi.
Il suo ministero gli consente di viaggiare e di conoscere altre realtà da cui, come lui sostiene, tutti noi possiamo imparare molto, soprattutto da quelle più lontane, da quelle esperienze di Chiesa in cui essere cristiani rappresenta una scelta che comporta impegni e sacrifici.

Oggi, 11 dicembre, nel giorno del nostro incontro, don Fabrizio ricordava il sedicesimo anniversario di ordinazione presbiterale. Desideriamo augurargli ogni bene e di custodire sempre quell’entusiasmo apostolico che ha saputo comunicare anche a noi.

Il sito della cappellania aeroportuale di Linate: www.voladadio.it 

Don Fabrizio nell’incontro on line con il nostro Seminario