La via crucis del Myanmar

Nel tempo di quaresima, ogni venerdì sera è caratterizzato dal digiuno e dalla via crucis preparata a turno da un gruppo.
Questa sera però abbiamo accolto l’invito – diffuso anche da Avvenire – di partecipare alla veglia di preghiera per la pace in Myanmar.
La veglia è stata organizzata dall’editrice EMI, dal PIME e da AsiaNews ed ha visto la partecipazione on line di più di mille persone collegate via internet da tutto il mondo. Insieme a tutti questi fratelli e sorelle riuniti in preghiera, abbiamo vissuto la passione del popolo birmano che subisce oppressione, violenza e ingiustizia.

Tre le testimonianze principali della serata, tutte di nazionalità birmana: suor Ann Therese, suor Ann Rose e il diacono Ba Oo del Pime; suor Ann Rose è la religiosa che si è inginocchiata davanti ai poliziotti che stavano percuotendo dei manifestanti pacifici. Qui la sua testimonianza video

Quello che ci ha più colpito è la richiesta di preghiera per tutto il popolo e per la conversione dei militari che, in questo momento, stanno facendo uso di una violenza brutale contro il popolo birmano che manifesta pacificamente.
L’attenzione dei testimoni va soprattutto ai giovani, dei quali viene detto il coraggio e la perseveranza nel chiedere giustizia, democrazia e pace. Più di sessanta persone uccise dalla polizia e dall’esercito; più di duemila persone scomparse o arrestate in quanto oppositori politici, migliaia di persone ferite e malmenate; un paese bloccato dagli scioperi vissuti come opposizione civile e nonviolenta al golpe dei militari. Questa è la via crucis che abbiamo vissuto in questo terzo venerdì di quaresima.

Ha concluso la serata il card. Zuppi con un intervento che, riprendendo varie frasi del Papa, tratte soprattutto dai discorsi dell’ultimo viaggio in Iraq, ha riproposto quella bella immagine dell’essere artigiani della pace.